23 settembre 2023

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Gestione finanziaria

Come andare in pensione anticipata?
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  • L’età pensionabile in Italia

  • Cosa significa pensione anticipata (prepensionamento)

  • Come andare in pensione anticipata (quando è possibile, in quali casi)

  • Pensione anticipata: quando fare domanda?

  • Pensione anticipata e piano di risparmio

La pensione rappresenta senza dubbio un traguardo molto importante nella vita di una persona, ma non sempre è così facile raggiungerlo.

Nel corso degli anni, anche in Italia, il sentiero che conduce a questa agognata meta è diventato più tortuoso, con un progressivo innalzamento dell’età pensionabile.

L’età pensionabile in Italia

L’ultima riforma delle pensioni risale a 12 anni fa ed è riconducibile alle legge 214 del 2011, meglio nota come legge Fornero, che ha fissato a 67 anni il requisito anagrafico per lasciare il lavoro, a patto di avere almeno 20 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia si matura a 67 anni, indistintamente per gli uomini e per le donne, ma a ben vedere l’età in cui si va in pensione in Italia è più bassa.

Stando alle indicazioni fornite dall’Ocse, nel 2020 l’età media della pensione nel nostro Paese era a 61,8 anni, tenendo conto che il dato è relativo a una media calcolata su cinque anni.

Secondo l’Inps, invece, sempre con riferimento al 2020, l’età di pensionamento era pari a 63,8 anni, tenendo conto che in questo caso il dato è effettivo, in quanto basato sull’età delle pensione nel momento in cui si matura il diritto alla pensione.

L’età effettiva di pensionamento in Italia è, quindi, più bassa di quella fissata dalla legge Fornero, complici diverse opzioni di prepensionamento.

Cosa significa pensione anticipata

Prima di presentare una carrellata dei casi in cui è possibile andare in pensione anticipatamente, spieghiamo che cos’è la pensione anticipata.

Come indicato dall’Inps sul sito ufficiale, la pensione anticipata “è il trattamento pensionistico che consente ai lavoratori che hanno maturato un determinato requisito contributivo di conseguire l’assegno pensionistico prima di aver compiuto l’età prevista per la pensione di vecchiaia”.

In altre parole, se da una parte l’età pensionabile è fissata attualmente a 67 anni, dall’altra ci sono diverse possibilità per lasciare il lavoro prima del tempo.

C’è infatti la pensione anticipata per gli statali, la pensione anticipata per dipendenti pubblici, la pensione anticipata per i dipendenti privati così come la pensione anticipata per gli autonomi.

Questo breve elenco non è sufficiente per dire a chi spetta la pensione anticipata. La legge sul prepensionamento fissa una serie di requisiti e condizioni che dipendono da vari fattori, rendendo quindi ampia la platea dei beneficiari.

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Come andare in pensione anticipata

Ora che abbiamo spiegato cos’è il prepensionamento, esaminiamo quali sono i requisiti per la pensione anticipata, attraverso la presentazione delle varie possibilità attualmente a disposizione.

La stessa legge Fornero ha previsto una forma di pensione anticipata per anzianità contributiva.

Questo pensionamento anticipato spetta a quanti, indipendentemente dall’età anagrafica, hanno raggiunto un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 1 mese per gli uomini e a 41 anni e 1 mese per le donne.

Si tratta di una pensione anticipata con finestra di 3 mesi, vale a dire che bisogna attendere questo arco temporale prima di ottenere la liquidazione del trattamento.

La pensione anticipata per lavoratori precoci, definendo come tali quanti hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima di aver compiuto i 19 anni di età, è erogata a chi ha 41 anni di contribuzione. Inoltre, è richiesta l’appartenenza a delle categorie ben precise: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74%, addetti ai lavori usuranti, notturni o gravosi. 

L’attuale ordinamento prevede una pensione di anzianità con delle agevolazioni per gli addetti ai lavori usuranti e notturni, a partire da 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi per i dipendenti, mentre il requisito anagrafico aumenta di 1 anno per gli autonomi.

Dopo la conclusione della pensione anticipata Quota 100, è stata introdotta Quota 102, che permette di ritirarsi dal lavoro a 64 anni di età, con 38 anni di contributi. Questa forma di pensionamento anticipato è stata in vigore solo nell’anno 2022, ma l’accesso alla pensione è consentito anche dopo il 31 dicembre 2022, a patto che i requisiti della pensione anticipata siano stati maturati entro la data appena indicata.

Solo limitatamente al 2023, è possibile accedere a Quota 103, altrimenti nota come pensione anticipata flessibile.

Solo limitatamente al 2023, è possibile accedere a Quota 103, altrimenti nota come pensione anticipata flessibile. Questa prestazione prevede che entro il 31 dicembre 2023 si maturi un doppio requisito: l’età anagrafica di 62 anni e il versamento di 41 anni di contributi.

La pensione anticipata, per ogni donna lavoratrice italiana, è rappresentata da Opzione donna, che permette alle lavoratrici di lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 60 d’età, in assenza di figli.

Il requisito anagrafico scende a 59 anni con un figlio e a 58 anni con almeno due figli.

Opzione donna spetta solo a determinate categorie di lavoratrici e in particolare alle caregivers, alle invalide dal 74% in su e alle donne licenziate o a quelle che sono dipendenti di aziende in crisi.

L’Ape sociale non è una pensione anticipata, ma una forma di prepensionamento che accompagna il lavoratore fino alla maturazione del requisito anagrafico della pensione di vecchiaia. 

L’Ape sociale può essere richiesto a partire dai 63 anni di età, con un requisito contributivo variabile, pari a 30 o 36 anni: nel primo caso per i disoccupati di lungo corso, i caregiver e gli invalidi dal 74%, e nel secondo per chi svolge lavori gravosi.

L’Isopensione permette di lasciare il lavoro con 7 anni di anticipo rispetto all’età pensionabile, ai dipendenti di aziende che hanno più di 15 lavoratori e che si trovano in condizioni di esubero.

Il prepensionamento per motivi di salute è previsto per chi presenta problematiche gravi, in particolare gli invalidi e gli inabili. Parliamo quindi di pensione anticipata per inabilità al lavoro o invalidità.

Chi ha un’invalidità pari ad almeno l’80%, può lasciare il lavoro se ha almeno 20 anni di contributi, e un’età anagrafica pari a 61 anni per gli uomini e a 56 anni per le donne, ma si scende rispettivamente a 56 e a 51 anni di età nel caso dei soggetti non vedenti. Questi requisiti riguardano anche la pensione anticipata per malattie croniche. Un caso particolare è quello del prepensionamento per chi soffre di depressione. Le uniche forme che lo prevedono sono la psicosi ossessiva e la sindrome depressiva endogena grave, che possono raggiungere l’80% di invalidità.

Possono beneficiare della pensione anticipata alcune categorie di lavoratori, come ad esempio i ballerini che possono lasciare il lavoro a 47 anni, mentre gli sportivi professionisti dovranno attendere i 54 anni e i militari l’età minima di 58 anni. Infine, i termini per il prepensionamento delle forze di polizia di Stato e penitenziaria: 65 anni di età chi ha la qualifica di dirigente generale, 63 anni di età chi ha la qualifica di dirigente superiore e 60 anni età e 35 anni contributi per le qualifiche inferiori.

Pensione anticipata: quando fare domanda?

Ora che abbiamo analizzato le varie opzioni e i requisiti necessari per la pensione anticipata, vediamo rapidamente alcune tappe da seguire per la richiesta della stessa.

In primis, è bene verificare di essere in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi per la pensione anticipata, controllando attentamente a quali tipologie di prepensionamento si può accedere.

Una volta appurato ciò, si può presentare la domanda all’Inps o a una delle casse private a cui si è iscritti, rispettando la tempistica prevista dai singoli enti, definita in base alla tipologia di pensione anticipata che si vuole richiedere.

Pensione anticipata e piano di risparmio

Quando si decide di ritirarsi prima del previsto dal lavoro, è bene fare un calcolo della pensione anticipata, perché quest’ultima spesso subisce una riduzione rispetto al trattamento pensionistico completo.

Non è così semplice definire quanto si perde con la pensione anticipata, ma è bene sapere che ci si può “attrezzare” per fronteggiare la perdita di denaro cui si può andare incontro.

Muovendosi per tempo, si può impostare un piano di risparmio, grazie al quale accantonare delle somme, in modo da creare un tesoretto al quale attingere per andare in pensione anticipatamente.

Risparmiare con una certa costanza non sarà tuttavia sufficiente, perché sarà altresì importante investire le somme messe da parte, in modo da farle crescere nel tempo.

Una soluzione ideale è quella offerta dalle unit linked, che grazie alla loro flessibilità consentono di raggiungere il duplice obiettivo di risparmio e investimento.

Questo prodotto assicurativo, infatti, permette di avere un portafoglio diversificato e cucito su misura, in base alle esigenze del sottoscrittore, tenendo conto della sua propensione al rischio e della sua aspettativa di investimento.

In sintesi

La pensione anticipata

  • permette di lasciare il lavoro prima dell’età pensionabile

  • è accessibile in vari modi in Italia

  • si può raggiungere con un piano di risparmio

Buono a sapersi

La pensione anticipata può comportare una decurtazione rispetto a quella completa e quindi portare a una perdita di denaro.

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